Brasseria della Palude

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Le Birre


FRANCISCA

Blond ale

ABV 4% - IBU 23,2

Chiara, leggera, rinfrescante e poco amara, con delicati sentori di miele in equilibrio con le note erbacee del luppolo. Dannatamente facile e veloce, da bere a secchi!

ELIANTO

Saison

ABV 4,7% - IBU 30,7

Versione estiva di una classica birra belga, dal colore chiaro e bassa gradazione alcolica. Gusto ed olfatto sono coinvolti ad ogni sorso da speziato e fruttato.

IUS PRIMAE NOCTIS

Irish stout

ABV 4,3% - IBU 39,8

Interpretazione snella della classica stout: da provare! Birra scura dai forti sentori di orzo torrefatto e caffè, retrogusto di liquirizia ma corpo leggero e spiccata bevibilità.

TRIGGER

Extra special bitter

ABV 6,9% - IBU 41,5

Colore ramato intenso, con un buon equilibrio tra l'amaro del luppolo e l'intenso sapore dei malti, entrambi pregiati ingredienti di origine inglese. Si concede una discreta gradazione ma la nasconde sfacciatamente. Da bere con moderazione. Oppure no.

RAGNARÖK

Norwegian Farmhouse Ale

ABV 6% - IBU 31,8

Il colore dell'oro, il profumo fresco del ginepro, il gusto intenso della sapiente miscela di malti e luppolo. Un richiamo dalle terre del nord che porta il nome di epiche gesta.





La Brasseria

Perchè Brasseria della Palude?

Per via del lago Gerundo, lo conoscete?

Era un antico lago che andava da Brembate a Cremona, a cavallo dei letti dei fiumi Adda e Serio e formato dalle loro esondazioni, dal fondale basso e, sopratutto nella parte nord, paludoso... ed è proprio in quelle terre, un tempo sommerse dalle acque, che nasce la Brasseria della Palude.

Cosa si combina in Brasseria?

L'idea che l'ha generata è quella di una bottega artigiana, dedita alla riscoperta delle tradizioni mantenendo il più possibile inalterate ricette ed ingredienti, tanto quanto alla scoperta di nuove alchimie, mescolando il mescolabile e lasciandosi ispirare dalle risorse a disposizione.

Ma chi si nasconde dietro questo progetto?

Io! :p

Tanto tempo fa, in una cucina non troppo lontana, tentai il mio primo esperimento di fermentazione: idromele!

Con la sola nozione delle quantità (3 litri di acqua di fonte e 2 kg di miele per produrne 5 litri) e con a disposizione solo del lievito per panificazione, mi convinsi che un tentativo andava fatto... d’altronde gli antichi non avevano a disposizione tecnologie raffinate, anzi!

Detto fatto, sciolsi gli avanzi di qualche barattolo di miele in acqua calda, mantenendo le proporzioni; ebbi non so come l'illuminazione che la bollitura avrebbe ucciso microrganismi indesiderati, quindi dopo aver raffreddato il tutto ed inoculato il lievito, "dimenticai" l’intruglio a fermentare in un barattolo con il coperchio solo appoggiato.

Dopo qualche mese, ritrovando il barattolo ed assaggiandone il contenuto, pensai che fosse da buttare per il sapore di crosta di pizza stantia, ma grazie alla mia sbadataggine, il barattolo fu ancora scordato al suo posto.

Dopo circa 9-10 mesi incappai ancora nel barattolo, maledicendo la mia pessima memoria, ma la curiosità era troppa... ...assaggino? Assaggino!

Benedetta curiosità!

Capii perchè lo chiamavano nettare degli dei, perchè consigliavano una maturazione così lunga, e dopo svariati anni ed esperimenti imparai molto altro sulla fermentazione... poi una cosa tira l'altra ed approdai al mondo della birra.

Ora sperimento più che posso, tra stili, ingredienti e fermentati vari, cercando di non avvelenare nessuno, ma impegnandomi nel far avvicinare al mondo delle birre artigianali chi non le conosce, e di stupire chi ne è già appassionato.





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